Si dimostra efficace contro obesità e sovrappeso nonché di fronte alle patologie neurologiche: è utilizzata nell’ambulatorio di Humanitas Cellini, condotto dalla dottoressa Claudia Del Favero:
«L’obesità non è una semplice condizione fisica e va affrontata con serietà e competenza rispettando ogni volta le caratteristiche del singolo paziente».

L’efficacia della dieta chetogenica nella gestione di obesità e sovrappeso nonché nella cura delle patologie neurologiche è tra le peculiarità dell’ambulatorio per il controllo del peso, condotto in Humanitas Cellini dalla dottoressa Claudia Del Faverodietista. «La prima cosa da spiegare al paziente è che l’obesità non è una semplice condizione fisica – sottolinea la dottoressa Del Favero -. Si tratta di una condizione patologica, da affrontare con serietà e competenza rispettando ogni volta le caratteristiche del singolo paziente. In questo ambulatorio non si utilizzano terapie farmacologiche, ma il paziente viene seguito con specifici programmi nutrizionali personalizzati e terapie per la cura del peso». Tutto il contrario di quel “fai da te” che troppo spesso permea il mondo delle diete: «L’improvvisazione o, peggio ancora, figure prive dell’adeguata competenza possono rappresentare un pericolo – puntualizza la dottoressa Del Favero -. Bisogna invece essere sempre coscienti del fatto che la dieta rappresenta una vera e propria terapia, dalle controindicazioni che non possono essere ignorate. Il dietista formula una diagnosi nutrizionale alla quale ne fa seguito una medica: la terapia alimentare va perciò a inserirsi sulla diagnosi clinica fatta dal medico».

Il lavoro svolto in Humanitas Gradenigo con la dottoressa Daria Bongiovanni e con il team di Endocrinologia e metabolismo diretto dal professor Fabio Orlandi ha messo la dottoressa Del Favero in condizione di utilizzare la dieta chetogenica, peraltro oggetto della sua tesi di laurea, nell’attività dell’ambulatorio. «È una dieta basata su forti evidenze scientifiche, validata nel 2015 dall’EFSA (European Food Safety Authority) e rafforzata dalla pubblicazione di un numero sempre crescenti di articoli e studi – aggiunge -. Ed è una dieta rigorosamente strutturata, nata per la cura di patologie neurologiche, utilizzata con riconosciuta efficacia dagli anni ’90 per obesità, sovrappeso e malattie metaboliche e adottata con continuità in campo neurologico per combattere l’emicrania o sostenere terapie dirette ad alcune malattie degenerative come SLA, malattia di Parkinson, Alzheimer e autismo nonché in Oncologia come supporto alla radio e chemioterapia».

Come funziona la dieta chetogenica? «Favorisce la produzione di corpi chetonici – risponde la dottoressa Del Favero -, cioè le sostanze che l’organismo comincia a produrre in modo naturale quando si trova in condizioni particolari, come ad esempio quando il glucosio scende sotto una certa soglia». I corpi chetonici rappresentano benzina eccezionale per muscoli, cuore e cervello: «Permettono una liposuzione naturale con assenza di appetito e uno stato di benessere – precisa -. Tutti strumenti che risultano molto efficaci per diminuire fortemente il peso del paziente». L’efficacia della dieta chetogenica si traduce in un dimagrimento selettivo che agisce sui grassi dell’organismo senza intaccare la massa magra nonché nell’assenza, indotta dall’effetto anoressizzante ed euforizzante dei corpi chetonici, di fame e stanchezza: «È una dieta a basso contenuto calorico – conclude la dottoressa Claudia Del Favero – in grado di favorire un dimagrimento rapido e di far perdere in un mese anche cinque o sei chili, l’80 per cento dei quali consistono in soli grassi. In base all’entità del sovrappeso iniziale, il dimagrimento può raggiungere anche i dieci chili: avviene talvolta con i grandi obesi di sesso maschile».