Lussazione della spalla: una nuova tecnica è stata utilizzata per la prima volta in Italia dal dottor Massimo Brignolo, ortopedico di Humanitas Cellini che ha operato una paziente con un grave trauma: «E’ un intervento mininvasivo che risulta efficace anche quando la lussazione coinvolge le strutture ossee della spalla».

Un intervento chirurgico in artroscopia per rimediare a una grave lussazione della spalla che aveva coinvolto anche la parte ossea dell’articolazione. Lo ha eseguito il dottor Massimo Brignolo, responsabile della Chirurgia della spalla di Humanitas Cellini, utilizzando per la prima volta in Italia la tecnica artroscopica inventata dal professore francese Pascal Boileau, medico ortopedico e traumatologo del Centro ospedaliero universitario di Nizza.

il professor Boileau ha adottato l’affermata tecnica di Latarjet – che risolve la lussazione della spalla attraverso il distacco e il reinserimento di un piccolo osso chiamato coracoide – trasformandola da operazione tradizionale a cielo aperto a intervento in artroscopia, meno invasivo e dai tempi di recupero più celeri. «L’intervento è stato eseguito lo scorso 20 luglio su una donna di 55 anni che aveva riportato una trauma molto grave alla spalla – spiega il dottor Brignolo -. Nel corso della stessa seduta operatoria e sempre in artroscopia, alla paziente è stata anche riparata la rottura della cuffia dei rotatori».

Grazie alla visione offerta dalla telecamera, l’artroscopia permette di lavorare all’interno della spalla attraverso piccole incisioni cutanee: «E’ un intervento di routine quando la lussazione della spalla coinvolge i legamenti – prosegue il dottor Brignolo -, risulta assai più raro quando la forza del trauma si concentra invece sulle strutture ossee. La procedura ideata dal professor Boileau mi ha colpito per la sua praticità ed efficacia: un percorso di studio e ricerca condotto a Nizza ha messo me e la mia équipe nella condizione di eseguire questo intervento con successo».

L’instabilità traumatica della spalla è dovuta alla rottura e alla conseguente assenza della parte ossea sulla quale si posa e si muove la parte sferica dell’omero: «Occorre perciò colmare la perdita di sostanza ossea – sottolinea il dottor Brignolo -. Possiamo farlo grazie all’aiuto della coracoide, un piccolo osso della spalla che viene sezionato dalla sua posizione originaria e sistemato nella zona della scapola che necessita del rinforzo». Con la nuova tecnica artroscopica, lo spostamento della coracoide avviene attraverso due piccoli fori praticati all’altezza dell’omero che consentono al chirurgo di compiere tutte le manovre necessarie a stabilizzare la spalla: «Gli stessi fori sono quelli che ci permettono di lavorare anche su tendini e legamenti fino ad assicurarli nella posizione corretta con l’aiuto dei due piccoli bottoni che sigillano l’intervento e che rappresentano un altro vantaggio rispetto alle viti del tradizionale intervento a cielo aperto».

La lussazione scapolo-omerale è una patologia caratteristica dei pazienti giovani e degli sportivi: la spalla che “esce” o “va fuori posto” è piuttosto frequente per chi pratica discipline sportive di contatto. «Poter ricorrere a una tecnica mininvasiva – conclude il dottor Massimo Brignolo – è sicuramente un passo avanti che indica la strada verso un recupero più celere e un più rapido ritorno all’attività sportiva».