L’équipe di Ortopedia II di Humanitas Cellini, diretta dal dottor Roberto Ravera, ha eseguito due interventi di protesi con il nuovo sistema computerizzato di monitoraggio e navigazione intraoperatoria che utilizza i principi della realtà aumentata: «Maggiore precisione nel posizionamento e maggiore durata dell’impianto sono le caratteristiche di una tecnologia particolarmente indicata per i casi più complessi», spiega il dottor Ravera.

La realtà aumentata entra nelle sale operatorie di Humanitas Cellini e si mette al servizio della chirurgia protesica di spalla. Nei giorni scorsi, l’équipe di Ortopedia II diretta dal dottor Roberto Ravera ha eseguito due interventi di protesi di spalla su altrettanti pazienti che presentavano situazioni cliniche così compromesse da richiedere la ricostruzione dell’anatomia e della normale biomeccanica dell’articolazione. «Entrambi gli interventi si sono svolti nel migliore dei modi – osserva il dottor Ravera -. Ambedue i pazienti hanno lasciato la Cinica in un paio di giorni e avviato il rispettivo percorso riabilitativo».

«Quello in dotazione a Humanitas Cellini è un sistema computerizzato di monitoraggio e navigazione intraoperatoria che utilizza i principi della realtà aumentata e che ci consente perciò di aggiungere una serie di elementi digitali alla scena reale – aggiunge il dottor Ravera -. Grazie a occhiali speciali, durante l’intervento possiamo vedere, sovrapponendole a quelle reali, le immagini realizzate in fase pre operatoria come la TC a scansione sottile eseguita per ricostruire l’anatomia del paziente».

«Si tratta di un aiuto enorme per il chirurgo: grazie alla realtà aumentata, possiamo vedere in tempo reale ben oltre la superficie di quanto stiamo trattando – aggiunge il dottor Ravera -. Ci muoviamo nello spazio contando su una lettura istantanea del nostro posizionamento in virtù dei sensori piazzati sul paziente e degli strumenti integrati dalla Control Unit centrale, computer che elabora le coordinate. Il risultato è quello di veder aumentare la precisione nel posizionamento dell’impianto protesico».

Questo sistema si rivela ancora più efficace nei casi particolarmente difficili: «Displasia delle glenoidi ed esiti fratturativi sono, per fare due esempi, patologie che impegnano severamente il chirurgo – puntualizza il dottor Ravera -. Poter posizionare in modo corretto le componenti protesiche garantisce all’impianto una maggiore efficacia e durata. È come se al chirurgo fosse assegnato un “extra potere” che però, al contrario di altre situazioni, mantiene al centro dell’algoritmo decisionale il chirurgo stesso. Chi sta operando può accettare o meno i suggerimenti del sistema, valutando in modo istantaneo posizione e controllo di quanto sta facendo. È un’integrazione importante delle capacità cognitive del chirurgo, ma è anche un sistema aperto che può essere corretto strada facendo. Una grossa garanzia per il chirurgo che si approccia all’intervento e soprattutto per il paziente e il suo percorso di cura».

Il sistema computerizzato di monitoraggio e navigazione intraoperatoria che utilizza la realtà aumentata può essere utilizzato per protesi inverse o anatomiche: «Non è più veloce degli interventi eseguiti con la chirurgia tradizionale – specifica il dottor Ravera -: posizionare i componenti aggiuntivi come i sensori richiede del tempo, ampiamente ripagato dall’efficacia del sistema. Non serve ad accorciare i tempi operatori, ma ad allungare la durata dell’impianto protesico».

Il dottor Roberto Ravera si occupa di spalla da circa venticinque anni e ha dalla sua una lunga esperienza anche nella chirurgia di ginocchio e gomito. «Questo nuovo sistema – conclude – rappresenta un salto nel futuro, ma è anche saldamente ancorato a un presente che vede Humanitas Cellini all’avanguardia nella chirurgia protesica della spalla nonché prima e finora unica realtà torinese a disporre di questa tecnologia con realtà aumentata. Tanta attenzione verso le cosiddette “new technologies” rappresenta una garanzia per il percorso di cura dei nostri pazienti».