L’orecchio è un organo di senso che va trattato e preservato con cura. È dunque fondamentale non trascurare i sintomi di dolore e sottoporsi al controllo di uno specialista per eseguire un esame audiometrico tonale, vocale o impedenzometrico.
Quali sono le cause del mal d’orecchio?
Il dolore può essere dovuto a problematiche dell’orecchio stesso oppure a fattori esterni. La pelle del condotto uditivo infatti è particolarmente delicata, in quanto, a differenza di quella di braccia, gambe o volto, la sua alterata traspirazione favorisce la replicazione batterica e l’insorgenza di otiti dolorose. Cattive abitudini di igiene o prolungati bagni in mare o in piscina, possono portare allo sviluppo dell’otite esterna, che viene prevalentemente trattata con antidolorifici per bocca e medicamenti locali.
La sensazione di ovattamento auricolare e il conseguente male può essere associata alla presenza di cerume in eccesso, che è bene rimuovere. Tuttavia è opportuno ricordare che questa sostanza prodotta dal nostro organismo ha una funzione di protezione dalle infezioni locali e che non è segno di scarsa igiene personale. Al contrario, il tentativo di pulire l’orecchio con un cotton fioc, può essere dannoso perché tende a spingere il cerume in profondità impedendone l’evacuazione.
L’accumulo di muco a livello dell’orecchio medio può essere causato da un’ostruzione nella rinofaringe, la regione anatomica dove opera la tuba di Eustachio. Nei bambini fino ai 9-10 anni questa situazione si riconduce generalmente alla presenza di adenoidi ipertrofiche. Nell’adulto invece è importante escludere neoformazioni associabili a tumori linfoproliferativi o epiteliali, per questo è necessaria una valutazione del naso e della faringe ed eventuali esami diagnostici per verificare la salute dei distretti competenti all’otorinolaringoiatria.
Quali segnali non sottovalutare in caso di mal d’orecchio?
Ricordiamo che l’orecchio è un organo delicato dunque è fondamentale non sottovalutare segnali come una mancata risposta alla terapia, soprattutto nei pazienti fragili, oppure un’eccessiva produzione di muco che comporta ovattamento auricolare, autofonia (sensazione della voce che rimbomba) e fullness (effetto sonoro che produce la conchiglia appoggiata all’orecchio).
L’eccessivo accumulo di muco dietro il timpano, correlabile a un raffreddore o un ritardo nell’evacuazione da parte della tuba di Eustachio, può portare allo sviluppo di otite media sieromucosa. In questo caso è fondamentale procedere subito con una terapia di steroidi ed esercizi di compensazione, che tuttavia non è detto siano efficaci se vi è solidificazione del muco nell’orecchio medio. Nei casi in cui i trattamenti conservativi non risolvano il problema, si può ricorrere a un’incisione del timpano e l’aspirazione del tappo o il posizionamento di un drenaggio che sostituirà la funzione della tuba di Eustachio quando inefficiente.
A volte il dolore all’orecchio ripetitivo e irradiato alla mastoide, all’arco mandibolare o alla regione zigomatica può simulare quello da otite esterna. Tuttavia se il paziente si è sottoposto a recenti interventi odontoiatrici, lamenta problematiche di mal occlusione o bruxismo (digrigno dei denti) e se la cute del condotto uditivo non è infiammata, è più probabile che si tratti di dolore all’articolazione temporomandibolare.
Quali sono i sintomi e le cure dell’otite media?
Esistono due tipi di otite media.
L’otite media acuta presenta sintomi quali: ovattamento auricolare, autofonia, fullness e dolore pulsante. In particolare, in età prescolare si parla di otite media acuta perforata, in cui la perforazione del timpano favorisce la fuoriuscita del muco infetto verso l’esterno, dando un beneficio immediato. In questo caso la terapia antibiotica e il monitoraggio della completa guarigione risultano necessari per evitare che il timpano rimanga perforato e risulti inevitabile una riparazione chirurgica.
L’otite media cronica colesteatomatosa, invece, è associata alla presenza di epidermide nella cassa del timpano rivestita da mucosa, luogo in cui normalmente non dovrebbe esserci. Questo disturbo comporta danni progressivi alla catena ossiculare, uno degli apparati di conduzione del suono che compongono il complesso sistema uditivo. I sintomi sono: ripetute infezioni con perdita di essudato infetto e talvolta dolore, mentre la terapia è esclusivamente chirurgica, viene eseguita una timpanoplastica.
Quali sono i consigli per il mal d’orecchio?
- Mai trascurare i sintomi: se il sintomo non passa o recede in pochi giorni è necessario consultare un medico;
- Evitare il fai da te: il trattamento dev’essere sempre subordinato alla valutazione di uno specialista;
- La visita medica dev’essere accurata senza tralasciar nessun distretto dell’O-R-L. L’ovattamento o il dolore auricolare possono infatti essere causati da una massa nella rinofaringe, oppure in orofaringe, ipofaringe o laringe. Gli esami audiometrici tonale e vocale sono di supporto allo specialista per la diagnosi.