Nasce l’équipe di Oculistica IV in Humanitas Cellini: guidata dal dottor Claudio Panico, può contare sulle competenze di un team formato dalla dottoressa Dora Cecilia Giobbio, dalla dottoressa Caterina Bogetto e dalla dottoressa Flavia Figliola.
Forte di un’esperienza pluridecennale, competenze multispecialistiche e tecniche all’avanguardia, l’équipe del dott. Panico – Direttore di Oculistica in Humanitas Gradenigo – si occupano di diagnosticare e trattare tutte le principali patologie dell’occhio, tra cui la cataratta: disturbo che può insorgere già a 45-50 anni, specie in presenza di alcuni fattori di rischio come la familiarità, alcune malattie e l’abitudine a non usare occhiali da sole quando ci si espone ai raggi UV.
Cos’è la cataratta?
Il cristallino è una potente lente naturale che si trova dietro la pupilla, tra il corpo vitreo e l’iride. In genere, intorno ai 50 anni questa lente tende a diventare opaca e a indurirsi, dando luogo alla cataratta e provocando una riduzione importante della vista. La cataratta può insorgere anche precocemente perché può essere favorita da alcuni fattori: patologie come il diabete, traumi, ereditarietà, prolungate terapie con cortisonici, e l’eccessiva esposizione degli occhi non protetta ai raggi UV.
Quali sono i campanelli d’allarme?
Alcuni dei sintomi che non vanno sottovalutati sono:
- perdita o riduzione della vista;
- vista sdoppiata, con aloni intorno alle immagini;
- ipersensibilità alla luce o difficoltà a guidare la sera.
In questi casi, visite oculistiche periodiche ed esami con apparecchiature tecnologiche servono a diagnosticare precocemente la progressione della malattia e definire il momento giusto in cui intervenire. Questo è definito in base al grado di evoluzione della cataratta e alla difficoltà visiva nelle attività quotidiane.
Come funziona l’intervento chirurgico di cataratta?
L’unico trattamento attualmente disponibile è l’intervento chirurgico. Questo consiste nell’asportazione della parte opacizzata del cristallino e nell’impianto di una lente sostitutiva di materiale plastico (cristallino artificiale). L’obiettivo è sostituire il cristallino preservandone la capsula naturale che è costituita da un involucro sottilissimo di soli 5 micron di spessore. La sostituzione chirurgica del cristallino può essere effettuata con vari metodi e nel corso del tempo la procedura è andata incontro a diverse evoluzioni.