Infezioni, reazioni allergiche e difficoltà nell’individuazione precoce delle lesioni cutanee: quali sono i rischi legati ai tatuaggi e le precauzioni da adottare? Ne ha parlato il dottor Lamberto Zocchi, specialista in Dermatologia di Humanitas Medical Care Lingotto, in un’intervista per il sito di Starbene.
I tatuaggi sono sempre più diffusi, ma è importante conoscere i possibili effetti sulla salute della pelle. Sebbene nella maggior parte dei casi non provochino problemi, possono comportare complicanze, soprattutto quando non vengono rispettate le corrette procedure igieniche o si utilizzano pigmenti non conformi alle normative.
Negli ultimi anni il tema della sicurezza degli inchiostri dei tatuaggi è diventato sempre più centrale. L’Unione europea ha introdotto regole più rigorose per limitare l’esposizione a sostanze potenzialmente nocive tanto che dal 2022 il regolamento REACH impone restrizioni specifiche a numerosi composti chimici utilizzati negli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente, compreso il piombo.
I problemi più importanti si osservano spesso nei tatuaggi eseguiti in modo amatoriale oppure durante i viaggi all’estero, quando non si conoscono con precisione la provenienza degli inchiostri utilizzati, la loro composizione o il rispetto delle norme igieniche dei centri in cui ci si tatua. È in queste situazioni che vediamo più facilmente infezioni, reazioni allergiche anche severe o altre complicanze che richiedono l’intervento del dermatologo.
Tra i rischi più comuni ci sono le infezioni che possono manifestarsi nei giorni successivi al tatuaggio con arrossamento, gonfiore e secrezioni, e le reazioni allergiche ai pigmenti, in particolare a quelli rossi e alle sue sfumature. Queste ultime possono comparire anche a distanza di mesi se non di anni, causando edema, prurito, bruciore e infiammazione persistente.
Una particolare attenzione è necessaria per chi soffre di patologie dermatologiche come psoriasi, vitiligine o lichen. Il trauma provocato dagli aghi può infatti favorire la comparsa o la riattivazione di lesioni cutanee nell’area tatuata. In questi casi, prima di sottoporsi a un tatuaggio, è sempre consigliabile confrontarsi con un dermatologo.
Un altro aspetto importante riguarda la prevenzione dei tumori della pelle. Sebbene non sia stato dimostrato un rapporto diretto tra tatuaggi e sviluppo di tumori cutanei, i pigmenti possono rendere più difficile riconoscere eventuali alterazioni della pelle, ostacolando la diagnosi precoce di lesioni sospette.
Per questo, sottolinea il dottor Zocchi, è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati, scegliere centri che rispettino le norme igieniche e prestare attenzione a eventuali cambiamenti della pelle, senza trascurare i controlli dermatologici periodici che consentono di poter fare una diagnosi precoce.