Secondo i dati dell’OMS circa il 20% della popolazione globale soffre di disturbi dell’udito come: acufeni, vertigini, ovattamento auricolare, perdita completa o parziale dell’udito.
I disturbi uditivi possono insorgere a qualsiasi età e avere un forte impatto sulla qualità di vita della persona nella quotidianità, perciò è fondamentale adottare le buone abitudini che aiutano a tenere in salute le orecchie e prevenire i disturbi.
Quali sono le buone pratiche per prendersi cura del proprio udito?
- Mantenere il volume dei dispositivi sotto il 60% ed evitare l’esposizione continuativa e frequente a fonti sonore intense.
- Usare presidi di protezione personale (come tappi per le orecchie o cuffie insonorizzate) quando si è in ambienti troppo rumorosi.
- Eseguire un test dell’udito nei neonati, nei bambini in età scolastica e in tutti gli adulti dopo i 50 anni.
- Monitorare lo stato del proprio udito e richiedere una valutazione specialistica se ci si rende conto di un relativo abbassamento.
In generale, è importante avere un’alimentazione equilibrata, povera di sale, caffè e alcolici e mantenere uno stile di vita attivo per la salute dell’organismo, compreso l’udito.
Se si hanno disturbi dell’udito già diagnosticati, è opportuno l’utilizzo di protesi acustiche o altri dispositivi volti a migliorare in modo significativo l’ascolto.
Come proteggere l’udito nelle attività in cui è maggiormente esposto?
Tra le attività che più impattano sulla salute dell’udito ci sono l’ascolto della musica e l’utilizzo dei videogiochi.
Durante l’ascolto della musica è consigliato mantenere basso il volume sui dispositivi. Occorre fare attenzione anche nella partecipazione a eventi di musica dal vivo (come concerti), adottando tappi per le orecchie, scegliendo un posto lontano dagli altoparlanti e spostandosi in zone più silenziose al bisogno. Dopo la partecipazione ad eventi con elevato rumore, sarebbe opportuno dedicarsi a una giornata tranquilla per far riposare le orecchie.
Durante l’utilizzo di videogiochi è consigliato usare dispositivi che permettano di impostare un limite di volume per ogni sessione di gioco, dotarsi di cuffie con la cancellazione del rumore e posizionarsi in uno spazio tranquillo con rumori di sottofondo ridotti al minimo.
Quando rivolgersi allo specialista?
L’udito inizia fisiologicamente a peggiorare dai 40 anni, perciò è opportuno tenerlo sotto controllo specialmente se si è particolarmente esposti al rumore in modo ripetuto o continuato. A qualsiasi età è comunque necessario rivolgersi ad uno specialista otorinolaringoiatra se si presentano disturbi dell’udito, in modo che possa diagnosticare tempestivamente eventuali patologie, attraverso esami come il test audiometrico vocale, tonale e impedenzometrico.
Quali sono i sintomi di un disturbo dell’udito?
- ipoacusia;
- acufeni;
- vertigini;
- ovattamento auricolare.
Cos’è l’ipoacusia?
L’ipoacusia è un disturbo rilevante che comporta la perdita della funzione uditiva. Le cause possono coinvolgere l’orecchio esterno o medio, l’orecchio interno e il nervo acustico oppure entrambi. Sulla base delle cause sopracitate è possibile avere tre tipologie di ipoacusia: trasmissiva, neurosensoriale o di tipo misto:
- l’ipoacusia trasmissiva è associata alla perdita di udito causata da ostacoli meccanici che possono riguardare: il condotto uditivo esterno (tappo di cerume o corpi estranei), la membrana timpanica (otiti o perforazioni), la cassa del timpano (infiammazioni croniche o fratture traumatiche);
- l’ipoacusia neurosensoriale è correlata invece ad alterazioni dell’apparato recettivo nervoso che risiede nella coclea, ossia la parte di orecchio interno che traduce l’informazione acustica in impulsi nervosi comprensibili al cervello umano, e nelle fibre del nervo acustico.