Risonanza magnetica

Che cos’è la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è una tecnica di diagnostica per immagini non invasiva; consente di visualizzare l’interno dei diversi distretti corporei, grazie all’applicazione di un campo magnetico ad alta intensità e onde di radiofrequenza. La risonanza magnetica non prevede l’uso di radiazioni ionizzanti.

 

A cosa serve la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica permette di visualizzare diverse componenti del corpo, come articolazioni, ossa, muscoli, ma anche addome, encefalo, cuore. Questo esame fornisce immagini dettagliate, ad alta risoluzione e in tre dimensioni, grazie alle quali è possibile indagare le condizioni della zona in oggetto. Questa tecnica rappresenta un valido aiuto nella diagnosi e nel monitoraggio di patologie infettive, infiammatorie e oncologiche.

 

Come funziona la risonanza magnetica?

Il paziente viene fatto accomodare sul lettino, in posizione supina, e viene invitato a rimanere immobile per tutta la durata dell’esame, che è di circa 30 minuti. Il lettino entra all’interno del macchinario, dove viene applicato un campo magnetico a elevata intensità. Gli atomi che costituiscono il corpo umano acquistano energia e si orientano in base al campo magnetico prodotto. Una volta disattivato il campo, gli atomi rilasciano l’energia ed emettono un segnale, per poi tornare al loro solito orientamento. Il segnale viene captato dal sistema, che procede poi all’elaborazione delle immagini.

L'esame può richiedere la somministrazione di un mezzo di contrasto.

 

La risonanza magnetica è dolorosa o pericolosa?

La risonanza magnetica è indolore e innocua.

 

Ci sono controindicazioni?

In genere la risonanza magnetica si esegue a digiuno.

I pazienti che portano pacemaker, dispositivi ad attivazione magnetica (elettrodi e neurostimolatori) e protesi, è bene che si confrontino con il proprio medico. I nuovi materiali che compongono questi dispositivi infatti sono spesso compatibili con la risonanza magnetica.

La risonanza magnetica è sconsigliata nei primi due mesi di gravidanza.