Colelitiasi

Cos'è la colelitiasi?

La colelitiasi è la presenza di calcoli all'interno del sistema biliare, cioè in quell'apparato che porta la bile prodotta del fegato fino all'intestino. I calcoli li possiamo trovare sia nella via biliare principale (coledoco, epatico comune e vie biliari intraepatiche) che nella via biliare accessoria (la colecisti, detta anche cistifellea o vescicola biliare). Dato che nella maggioranza dei casi i calcoli sono situati nella via biliare accessoria, o colecisti, per colelitiasi spesso si intende quest'ultima situazione patologica.

Circa il 15% della popolazione adulta italiana è affetta da colelitiasi, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile e in età avanzata. Con il progredire dell'età la differenza tra i sessi tende ad appianarsi.


Quali sono i sintomi della colelitiasi?

Frequentemente i pazienti affetti da colelitiasi non hanno nessuna sintomatologia. Solo nel 20% dei casi sono presenti sintomi indicativi della calcolosi. Tuttavia nel tempo il 20% circa dei pazienti con colelitiasi asintomatica diventa sintomatico e l'1-3% dei casi per anno esordisce direttamente con una complicanza quale, per esempio, la colecistite acuta, la colangite o la pancreatite acuta.

La colica biliare è un dolore localizzato all'ipocondrio destro e/o all'epigastrio ( la cosiddetta "bocca dello stomaco"), della durata di almeno mezz'ora, abbastanza intenso da costringere il paziente a interrompere ogni attività e ricorrere a farmaci contro il dolore. Il dolore appare spesso irradiato alla spalla destra e può essere accompagnato da vomito, febbre e ipotensione.
Una correlazione ancora significativa, sebbene minore, è stata rilevata tra presenza di colelitiasi e sindrome dispeptica con riferita intolleranza a cibi grassi e fritti e sensazione di pesantezza all'ipocondrio destro.
Anche il fango o sabbia biliare può manifestarsi con la colica biliare o, più raramente, già con i sintomi delle complicanze, in particolare della pancreatite acuta.

Quali sono le complicanze della colelitiasi?

I pazienti con colelitiasi presentano complicanze nel 6% circa dei casi ed esordiscono direttamente con i sintomi di una complicanza nell'1-3% dei casi per anno. Purtroppo queste complicanze trasformano una patologia fondamentalmente benigna, il cui sintomo più fastidioso è il dolore, in una patologia che può mettere in pericolo la vita del paziente.
Le complicanze più comuni sono rappresentate da: colecistite acuta, litiasi del coledoco, colangite e pancreatite acuta.

Sintomi principali indicativi di colecistite acuta calcolosa (cioè l'infiammazione acuta della cistifellea, dovuta in genere a crescita batterica al suo interno) sono la colica biliare e la febbre, associate al riscontro di leucocitosi neutrofila all'emocromo (aumento dei globuli bianchi) . Il rischio di questa situazione è l'empiema della colecisti: in pratica la colecisti si trasforma in un ascesso all'interno dell'addome, patologia che può mettere a rischio la vita del paziente se non trattata subito adeguatamente.

La calcolosi del coledoco (i calcoli all'interno della via biliare principale, ovvero i dotti che provengono direttamente dal fegato) può manifestarsi con colica biliare, febbre e ittero (prima gli occhi gialli, poi la cute) con urine color marsala e feci chiare (acoliche) oppure, più raramente, solo con una sindrome dispeptica. È una patologia che va assolutamente trattata prima che evolva in una delle sue complicanze, che sono qui in seguito elencate.

Per ileo biliare, complicanza rara, si intende un'occlusione determinata da un grosso calcolo della colecisti migrato attraverso una fistola interna colecisto-duodenale.

La pancreatite acuta si manifesta con dolore addominale intenso, continuo, non rispondente agli analgesici, associato a vomito, ileo paralitico (chiusura dell'alvo a feci e gas, meteorismo addominale), ipotensione, febbre e al riscontro laboratoristico di iperamilasemia, leucocitosi, iperglicemia.


Per quanto riguarda il cancro della colecisti, questo molto probabilmente non è una complicanza della colelitiasi ma una sua associazione: in Italia l'incidenza annuale stimata nei pazienti con colelitiasi è estremamente bassa, ma non nulla e aumenta con il progredire dell'età. Sintomi principali sono ittero progressivo con dolore continuo e tumefazione palpabile all'ipocondrio destro, associati ad anoressia, calo ponderale, astenia. È uno dei tumori più aggressivi e difficili da curare, e gli unici casi in cui si può effettuare un trattamento efficace sono quelli in cui il tumore è scoperto a uno stadio assolutamente iniziale.

Come si effettua la diagnosi della colelitiasi?

L'indagine di scelta per la diagnosi della colelitiasi è l'ecografia epatica che permette, oltre che di individuare la presenza di calcoli, anche di visualizzare le pareti della cistifellea e il circostante parenchima epatico. È un esame sicuro, ripetibile e se effettuato da un buon operatore può fornire tutte le informazioni per trattare questa patologia..
Metodiche più sofisticate come la TAC o la Colangiografia con Risonanza Magnetica non aggiungono significative informazione a quelle già ottenute con l'ecografia. L'interesse di questi esami è soprattutto per lo studio delle complicazioni, in particolare la calcolosi estesa alle vie biliari.

Quali sono i trattamenti per la colelitiasi?

Di norma i pazienti con colelitiasi asintomatica venivano sottoposti a un follow up di attesa, mentre le opzioni terapeutiche, mediche o chirurgiche erano riservate ai casi sintomatici. Attualmente questa impostazione sta cambiando, a seguito del miglioramento delle tecniche chirurgiche e anestesiologice e anche a causa dell'aumento della vita media, che porta una popolazione più anziana a essere esposta a quelle complicanze della colelitiasi pericolose per la vita. Tuttavia va rilevato che l'intervento di colecistectomia nei pazienti che presentano coliche biliari di norma determina una completa risoluzione delle coliche biliari, ma non si dimostra altrettanto risolutivo per i sintomi dispeptici presenti prima dell'intervento.