«Il dolore alle mani può essere il sintomo di una patologia importante come la sindrome del tunnel carpale», spiega il dottor Giorgio Pivato, responsabile del Centro di Chirurgia della mano di Humanitas Torino. «Chi va in bicicletta deve seguire tutta una serie di indicazioni utili a proteggere la funzionalità di mani e polsi».

 

«Dolore alle mani? Ci sono molti riders, principianti e professionisti, che lo ritengono normale andando in bicicletta, soprattutto se percorrono lunghi percorsi, magari su terreni accidentati. Tuttavia quel dolore può essere parte di un problema più grande e costituire il sintomo di una patologia che deve essere studiata ed eventualmente risolta: la sindrome del tunnel carpale. Può essere normale avere degli intorpidimenti occasionali o fitte di dolore, specialmente se si mantiene la stessa posizione, magari sotto carico, per lungo tempo, ma se ti ritrovi a scuotere le mani e a massaggiarti i polsi dopo ogni corsa, è il momento di concentrarsi sulla prevenzione e sul trattamento prima che le cose peggiorino ulteriormente». Il dottor Giorgio Pivato, responsabile del Centro di Chirurgia della mano di Humanitas Torino, mette in guardia così ciclisti amatoriali e professionisti dai rischi legati all’utilizzo della bicicletta.

Dottor Pivato, quali sono le attenzioni che deve seguire chi va in bicicletta?

«Il corretto assetto della bicicletta è fondamentale per evitare sovraccarichi a livello delle mani e di tutto l’arto superiore. Con un po’ di attenzione si possono evitare dolore e intorpidimento alle mani, causati da una eccessiva pressione a carico delle strutture nervose. Talvolta è sufficiente alzare di poco il manubrio per diminuire quella pressione e risolvere i sintomi. Se non funziona, si può provare ad alzare un po’ la sella, o addirittura cambiarla. Se la causa di maggior disagio per i corridori su strada sembrano essere le vibrazioni, nel caso di chi sta in sella alla mountain-bike il problema è legato in primis alla necessità di mantenere una presa salda e stretta per lungo tempo sulle manopole del manubrio. In entrambi i casi, tuttavia, il corretto montaggio degli elementi e l’accurata scelta degli accessori permettono di creare “una bicicletta su misura” che in molti casi consente di ridurre l’insorgenza di alcuni sintomi fastidiosi».

Quindi è solo questione di manubrio e di sella?

«Niente affatto. Il posizionamento delle leve del cambio sul manubrio è fondamentale per evitare di dover costringere i polsi ad assumere posizioni innaturali con conseguente aumento della pressione a livello delle strutture nobili che sono all’interno della mano. A volte basta una vite non serrata bene per far scivolare lateralmente le leve del cambio sul manubrio e obbligare i polsi a compiere dei movimenti forzati per raggiungerle. Le leve del cambio dovrebbero essere montate lungo una linea ideale che prosegue lungo l’avambraccio e così dovrebbe essere per le leve dei freni, che dovrebbero potersi azionare senza alzare i polsi, ma semplicemente piegando le dita. Fondamentale è anche l’utilizzo di guanti corretti a seconda del tipo di bicicletta che si sta conducendo e di percorso che si sta percorrendo Né va sottovalutata l’importanza della presa: l’impugnatura sul manubrio rappresenta due dei cinque punti di contatto sulla bici ed è perciò necessario che il manubrio si adatti perfettamente alla mano. Per farlo è talvolta necessario cambiare o modificare il set di manopole originariamente montato sulla bicicletta nuova. Non è infatti pensabile che le stesse manopole vadano bene per tutti i ciclisti, su qualunque bicicletta e per ogni terreno. Ciascuno ha esigenze particolari e il “grip” è quasi come un’impronta digitale, cioè unico: è il singolo stile di guida determina quale presa è la migliore».

Può essere utile cambiare posizione alle mani?

«Certo. La cosa migliore e più semplice da fare per prevenire l’intorpidimento delle mani e delle dita durante la guida è semplice: muovere le mani, o comunque cambiare spesso posizione e intensità di presa. Questo non solo aiuterà a far diminuire il dolore, non esercitando pressione su un solo punto, ma favorirà una corretta circolazione del sangue contribuendo a far diminuire il formicolio».

Ma se, nonostante tutti questi accorgimenti, il fastidio permane?

«In tal caso occorre chiedere aiuto al medico specialista della mano. Un buon consiglio pratico è quello di valutare dopo quanto tempo insorgono i disturbi: se dopo aver percorso cinque chilometri, o addirittura meno, le mani cominciano a formicolare, significa che c’è qualcosa che non va e il consiglio di un medico diventa fondamentale per evitare che il quadro clinico si cronicizzi, magari rendendo impossibile una guarigione completa anche dopo un intervento».

Come può, lo specialista, risolvere questo dolore alle mani?

«L’esecuzione di una semplice elettromiografia permetterà di valutare lo stato di salute del nervo e distinguere tra quelle situazioni dette “funzionali”, cioè legate solo alla compressione durante l’esercizio fisico, da quelle ormai consolidate. Se nel primo caso è ancora possibile tentare di risolvere il problema con metodi conservativi, di fronte a una sofferenza conclamata del nervo mediano è assolutamente necessario procedere all’intervento chirurgico. Oggi, grazie all’impiego della tecnica endoscopica, l’intervento di apertura del canale carpale è diventato di routine: viene eseguito in regime ambulatoriale in anestesia locale, ha una durata media di due minuti e, soprattutto, se il paziente ha raggiunto l’ospedale in bicicletta, può tornare a casa rimontando in sella».