L’avvio del nuovo anno scolastico riporta l’attenzione su un tema che riguarda molti bambini e le loro famiglie: al logopedista tocca la valutazione e a riabilitazione dello studente che ha un DSA. «Con strumenti utili ad affrontare il proprio percorso scolastico in modo più sereno e motivante», spiega il dottor Manuel Buzzanca, responsabile dell’ambulatorio di Logopedia di Humanitas Cellini.

Disturbi dell’apprendimento: l’avvio del nuovo anno scolastico riporta l’attenzione su un tema che riguarda molti bambini e le loro famiglie e che spesso chiama in causa il lavoro del logopedista. «La diagnosi funzionale è di competenza del foniatra o del neuropsichiatra infantile – spiega il dottor Manuel Buzzanca, responsabile dell’ambulatorio di Logopedia di Humanitas Cellini -, al logopedista tocca la riabilitazione. Per un problema di dislessia, discalculia o disortografia, ci spetta il compito di mettere in atto il trattamento utile a potenziare tutto ciò che può compensare tali disturbi».

Gli insegnanti che segnalano difficoltà del bambino su lettura, ortografia o abilità matematiche portano il logopedista a una valutazione con test standardizzati: dai risultati si può eventualmente avviare il percorso di certificazione che può portare alla diagnosi di DSA (Disturbo specifico dell’apprendimento): «Si tratta di una tutela per il bambino o ragazzo che potrà così disporre di strumenti ad hoc per affrontare il proprio percorso scolastico in modo più sereno e motivante», continua il dottor Buzzanca. Tali strumenti possono essere compensativi, come la calcolatrice per il discalculico o il computer con correttore automatico per il disortografico. Oppure dispensativi: davanti a una forte dislessia, per esempio, lo studente può essere dispensato dalla lettura ad alta voce per non farlo sentire inadeguato. «In genere – prosegue il dottor Buzzanca -, tutte le difficoltà risiedono nella mancanza di automatizzazione dei diversi meccanismi che regolano il processo di apprendimento: sempre come esempio, questa difficoltà nei meccanismi del calcolo non permette di memorizzare le tabelline».

La valutazione eseguita dal logopedista possiede anche un obiettivo riabilitativo: «Ogni trattamento è individuale e dettato dai dati definitivi della valutazione che servono a declinarne gli obiettivi – sottolinea il dottor Buzzanca -: potenziamento della velocità di lettura, auto-correzione dell’ortografia, potenziamento degli aspetti aritmetici e della velocità di calcolo ne sono alcuni esempi». Tutto associato al potenziamento delle funzioni esecutive: «Perché l’attenzione e la memoria di lavoro sono le attività cognitive che rappresentano il tappeto dell’apprendimento». È bene muoversi in modo tempestivo: «Superata la scuola primaria – conferma il dottor Buzzanca – il trattamento diventa meno efficace, ecco perché è opportuno intervenire tra la seconda e la quinta elementare». Con una raccomandazione finale dedicata ai genitori: «La certificazione è una tutela, non una classificazione. Quindi non va temuta né demonizzata», chiude il dottor Manuel Buzzanca.