Il Centro di Chirurgia venosa della Clinica Humanitas Cellini di Torino lo fa con una speciale “colla” che in cinque minuti e senza dolore chiude per sempre la vena safena.

In Humanitas Cellini le vene varicose si chiudono con la colla, senza tagli né cicatrici evidenti. Merito del cianoacrilato, uno speciale adesivo che in appena cinque minuti e senza dolore chiude per sempre la vena safena, responsabile delle varici e delle relative complicanze. Il Centro di Chirurgia venosa di Humanitas Cellini utilizza la più moderna delle tecniche endovascolari per mano del dottor Giorgio Bitossi e del dottor Jean Daniel Rostan.

Come si svolge l’intervento?

Il cianoacrilato rappresenta la più moderna ed efficace tra le nuove tecniche che negli ultimi anni sono servite a dire addio per sempre a tagli, suture e fastidi post operatori: «L’intervento dura pochi minuti, viene eseguito in modo del tutto indolore e senza necessità di anestesia locale – spiegano il dottor Bitossi e il dottor Rostan.

Nella vena del paziente, sotto controllo ecografico, attraverso un ago viene inserito un catetere che risale il vaso fino al raggiungimento della corretta posizione stabilita in base ai parametri anatomici del paziente. Una volta in sede, viene introdotto il cianoacrilato che incolla le pareti della vena, interrompendo così il reflusso del sangue.
La procedura viene eseguita in meno di venti minuti e in modo del tutto indolore, senza anestesia locale.

Oltre a essere sicura ed efficace come il laser, questa metodica offre al paziente un’immediata ripresa dell’attività che comprende anche la possibilità di ricominciare subito a guidare, fare sport e mantenere una regolare igiene personale». Un novero di possibilità che rendono la colla particolarmente indicata e altrettanto richiesta da soggetti che praticano sport, anche ad alto livello agonistico.

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Anche il laser tra le tecniche utilizzate

La leadership nazionale per numero di interventi eseguiti con il cianoacrilato del Centro di Chirurgia venosa di Humanitas Cellini trova adeguato riscontro anche nel complesso delle tecniche endovascolari: «Il numero di vene safene trattate con l’utilizzo del laser endovenoso attraverso il metodo “Elves” si colloca per numeri di pazienti e tasso di successo tra i più importanti centri a livello italiano ed europeo – sottolineano ancora i due specialisti -. Non va dimenticato come venga inoltre gestito in maniera completamente ambulatoriale il percorso del paziente, che può riprendere le normali attività dopo pochi minuti dal termine dell’intervento e anche in questo caso senza cicatrici evidenti».

La letteratura medica equipara, per efficacia ed elevatissima percentuale di successo, la tecnica che utilizza il cianoacrilato a quella già ampiamente riconosciuta del laser che i due specialisti praticano in Cellini da otto anni. «Rispetto ai metodi tradizionali, queste tecniche registrano maggiore percentuale di successo, ancora più elevata se eseguita da un team specializzato come il nostro che esegue oltre 800 interventi l’anno».

Vene varicose, cosa sono e chi colpiscono

La patologia venosa risulta sempre molto diffusa nella popolazione adulta: interessa quasi il 40 per cento di chi ha superato i 35 anni d’età e riguarda un ultra 60enne su due. «Sono le donne a essere più esposte, poiché il loro rischio di sviluppare una malattia venosa risulta tre volte maggiore di quello degli uomini». E le varici non vanno considerate un semplice disturbo estetico: «Se trascurata, la patologia venosa diventa evolutiva e può peggiorare nel tempo, tanto da sviluppare gravi disturbi alle gambe e un conseguente peso sociale che non va trascurato».