Con il passaggio dall’inverno alla primavera, è frequente riscontrare un riacutizzarsi delle patologie infiammatorie, tra cui la gastrite. Questa condizione consiste nell’infiammazione della mucosa gastrica, il rivestimento che protegge le pareti dello stomaco dall’azione corrosiva dei succhi gastrici.

Ma è davvero possibile tenere sotto controllo i sintomi agendo solo sulla dieta? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Cecilia Grosso, nutrizionista presso Humanitas Medical Care Lingotto.

Perché i sintomi peggiorano col cambio stagione?

Molte persone riferiscono un peggioramento dei disturbi gastrici proprio durante la transizione primaverile. La causa risiede spesso in un mix di fattori fisici e psicologici: lo stress tipico di questa fase di passaggio può attivare in modo più marcato l’asse dello stress, con ripercussioni dirette sull’apparato digerente.

Lo stress incide infatti sulla regolazione neuro-ormonale della funzione gastrica, provocando:

  • un aumento della secrezione acida;
  • una maggiore sensibilità della mucosa.

Fortunatamente, i sintomi acuti sono solitamente temporanei. Possono essere risolti adottando per un breve periodo correzioni mirate alla dieta e alle abitudini quotidiane, supportate da uno stile di vita attivo.

Quali accorgimenti seguire per alleviare i sintomi?

Per ridurre l’irritazione della mucosa e favorire una digestione più serena, l’alimentazione gioca un ruolo decisivo. Seguendo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, ecco alcuni accorgimenti pratici per gestire la fase critica:

  • mangiare poco ma frequentemente, per evitare l’eccessiva produzione di succhi gastrici;
  • non saltare i pasti, perché lo stomaco secerne regolarmente gli acidi necessari per la digestione, che in assenza di cibo non vengono assorbiti;
  • masticare lentamente per favorire la digestione;
  • non sdraiarsi dopo i pasti (per ridurre il rischio di reflusso gastroesofageo);
  • evitare sostanze irritanti per la mucosa dello stomaco come: specie, cibi piccanti, fritti e ricchi di grassi, caffè, cioccolato, menta, agrumi, pomodori, alcol e fumo;
  • attenzione ai metodi di cottura: prediligere cottura al vapore, ai ferri, al forno o al cartoccio. L’olio soffritto risulta molto più difficile da digerire rispetto all’olio extravergine di oliva crudo;
  • ritagliarsi del tempo per nutrirsi con calma, seduti e non mentre si lavora o di fretta;
  • attenzione all’abuso di FANS farmaci anti infiammatori che possono peggiorare i sintomi soprattutto se assunti a stomaco vuoto.

Ci sono alimenti che alleviano i sintomi nella fase acuta?

Se i sintomi sono intensi, alcuni alimenti possono aiutare a lenire il bruciore e facilitare la guarigione:

  • riso bianco, pane tostato, crackers semplici, avena;
  • verdure cotte e frutta non acida, come: carote, zucchine, finocchi, mele cotte o pere, cucinate in modo semplice (al vapore o al forno senza aggiunta di grassi e zuccheri);
  • pesce magro e carni bianche cotti con pochi condimenti;
  • acqua a piccoli sorsi durante il giorno e tisane a base di camomilla, finocchio o malva che diminuiscono il bruciore.

Quando è opportuno rivolgersi ad uno specialista?

Nella maggior parte dei casi, la gastrite stagionale si risolve spontaneamente correggendo lo stile di vita.

Tuttavia è opportuno rivolgersi a un medico se:

  • i disturbi persistono oltre una o due settimane, senza ottenere miglioramenti
  • se si accompagnano: perdita di peso, sangue nelle feci o vomito persistente.

In tal caso sarà necessaria una visita gastroenterologica con esami più approfonditi come il test per l’Helicobacter pylori o la gastroscopia.