Le vene varicose sono una patologia a carico del sistema circolatorio: sono delle dilatazioni permanenti delle vene, principalmente localizzate negli arti inferiori e hanno un aspetto gonfio e tortuoso. Possono ricomparire anche dopo un intervento ben riuscito per diversi motivi: ecco perché la prevenzione resta fondamentale anche dopo la chirurgia.

Ne ha parlato il dottor Farhang Farsi, responsabile dell’unità chirurgica vascolare delle strutture di Humanitas di Torino, sulla testata Starbene.

I primi sintomi delle vene varicose

Le vene delle gambe hanno un compito difficile: riportare il sangue dai piedi al cuore, controcorrente rispetto alla forza di gravità. Per farcela, usano delle piccole valvole interne che funzionano come porte a senso unico. Quando queste valvole smettono di chiudersi bene, il sangue tende a ristagnare nelle parti più basse aumentando la pressione nelle vene e causando le prime alterazioni visibili.

I segnali iniziali sono spesso sottovalutati: una lieve pesantezza alle gambe la sera, piccoli capillari violacei, caviglie gonfie dopo una lunga giornata in piedi. Col tempo possono comparire vene sempre più evidenti, accompagnate da dolore, prurito e formicolio.

Perché compaiono le vene varicose?

La familiarità non è l’unico fattore di comparsa di questa malattia ma, anche, il sovrappeso, la sedentarietà, le variazioni ormonali e l’età possono accelerare il peggioramento del sistema venoso. Secondo gli studi le donne risultano più colpite, soprattutto nei periodi più delicati per loro come gravidanza e menopausa.

Un fattore che incide molto è lo stile di vita che influisce profondamente sull’evoluzione di questa malattia. Importante è il movimento che rappresenta uno dei principali alleati della circolazione, come per esempio camminare: restare molte ore seduti o in piedi non aiuta affatto, anzi, rallenta il ritorno venoso e favorisce il ristagno del sangue negli arti inferiori, mentre il caldo tende a dilatare i vasi, accentuando pesantezza e gonfiore.

I consigli dello specialista

Uno degli errori più comuni è pensare che dopo l’intervento non serva più fare niente. In realtà il “follow-up” è fondamentale: infatti le visite specialistiche e gli ecodoppler periodici permettono di monitorare il sistema venoso e individuare precocemente la comparsa eventuale di nuove vene varicose.

È fondamentale sapere che a seguito degli interventi moderni e mininvasivi, basati su termocoagulazione con fibra laser o radiofrequenza, viene generalmente prescritta una calza a compressione elastica da indossare per almeno un mese, indispensabile per favorire la corretta chiusura della vena operata.

Le vene varicose possono ricomparire?

La buona notizia è che, se le vene varicose si ripresentano, l’intervento oggi è molto meno invasivo rispetto ad una volta. Si interviene in anestesia locale, con tecniche mirate come la flebectomia selettiva o la scleroterapia ecoguidata, senza bisogno di ricovero e con recuperi brevi.