Nel 2024, in Italia, sono state stimate circa 12.941 diagnosi di tumori della pelle, incluso il melanoma (fonte AIOM, Associazione Italiana Oncologia Medica – I numeri del cancro in Italia 2025).

tumori della pelle più comuni e frequenti sono il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e il melanoma, forse il più noto e il più pericoloso, in quanto, se non diagnosticato precocemente, può diffondersi ad altri organi. Per questo motivo l’autoesame periodico del paziente, unito alla visita specialistica dermatologica annuale, rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione.

Come possiamo prevenire i tumori della pelle? Ne parliamo con il dottor Maurizio Damasio, dermatologo di Humanitas Medical Care Lingotto.

Tumori della pelle: i fattori di rischio

In primis l’esposizione al sole e ai raggi UV. Le persone esposte al sole per molti anni, soprattutto per motivi professionali o per stile di vita, come gli sportivi o ad esempio chi lavora all’aria aperta, hanno un rischio più alto di sviluppare carcinomi cutanei, compreso il melanoma. Inoltre le scottature solari, anche avvenute durante l’infanzia, possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore cutaneo. Il tumore, però, può comparire anche in zone poco esposte ai raggi UV. In alcuni casi entrano in gioco anche fattori genetici.

È pertanto importante far controllare la propria pelle almeno una volta all’anno, ma alcune persone dovrebbero farlo con maggiore frequenza:

  • chi ha la pelle molto chiara
  • chi sviluppa facilmente efelidi
  • chi si scotta con facilità
  • chi ha avuto molte scottature durante l’infanzia o l’adolescenza
  • chi ha molti nei
  • chi ha un sistema immunitario più fragile (come chi ha subito un trapianto ad esempio).

Anche chi ha avuto più melanomi nel corso della vita, chi ha almeno tre familiari con melanoma o tumore del pancreas, o chi è nato con un neo di dimensioni superiori a 20 centimetri dovrebbe monitorare con maggiore attenzione la propria pelle. Quando più casi si verificano all’interno della stessa famiglia, può esserci una predisposizione genetica.

I segnali da non sottovalutare

Le persone che non presentano particolari fattori di rischio dovrebbero comunque controllare periodicamente la propria cute, da sole o con l’aiuto di qualcuno. L’autoesame va effettuato in un ambiente ben illuminato, e, se necessario, ci si può aiutare con uno specchio per osservare anche le zone meno visibili, come schiena, cuoio capelluto e la parte posteriore delle gambe.

È importante segnalare al medico la comparsa di qualsiasi nuova lesione che non scompare nel tempo, come piccoli rilievi, noduli o ulcere, soprattutto nelle aree più esposte al sole. Per individuare precocemente un possibile melanoma si fa riferimento alla regola dell’ABCDE, che aiuta a riconoscere le caratteristiche sospette di un neo o di una macchia comparsa di recente:

  • Asimmetria: una metà della lesione appare diversa dall’altra
  • Bordi: contorni irregolari, frastagliati o poco definiti
  • Colore: tonalità molto scura o disomogenea, con variazioni nella stessa macchia
  • Diametro: dimensioni superiori a circa 6 millimetri
  • Evoluzione: cambiamenti nel tempo di forma, colore, dimensione o superficie.

Altri segnali da non trascurare sono:

  • sanguinamento spontaneo
  • arrossamento intorno al neo
  • bruciore o prurito
  • modifiche della superficie, ad esempio da liscia a ruvida.

Tumori della pelle: gli esami per la diagnosi

Lo specialista esegue generalmente una visita dermatologica associata a dermatoscopia o epiluminescenza, un esame non invasivo che permette di osservare in dettaglio la lesione cutanea mediante uno strumento chiamato dermatoscopio. Grazie a una fonte luminosa e a un sistema di ingrandimento, lo specialista analizza le strutture interne della lesione e identifica eventuali caratteristiche sospette.

Se vi è il sospetto che la lesione nasconda un tumore, il dermatologo indirizza abitualmente verso una biopsia escissionale, che prevede la rimozione completa della lesione insieme a un piccolo margine (2-3 mm) di tessuto sano circostante. Il campione viene poi analizzato in laboratorio tramite esame istologico. Se il risultato è positivo, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico ambulatoriale di allargamento dei margini della precedente asportazione.

Creme solari: perché sono fondamentali nella prevenzione?

L’esposizione ai raggi ultravioletti provoca un danno che non si limita all’arrossamento momentaneo. Le scottature sono il segnale visibile di un’aggressione alla pelle che può avere effetti anche a distanza di anni. Ma il problema non riguarda solo chi si scotta facilmente: anche senza arrossamenti, stare al sole a lungo accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta la probabilità di sviluppare altri tumori della pelle, come il carcinoma basocellulare o quello spinocellulare.

Le radiazioni ultraviolette agiscono in modo diverso: alcune sono responsabili soprattutto delle scottature, altre penetrano più in profondità e contribuiscono al deterioramento dei tessuti e ai danni cellulari.

Una corretta protezione solare, sia a livello di fattore di protezione, sia per il quantitativo di crema e per i tempi di applicazione, riduce questo impatto e limita sia le conseguenze immediate sia quelle che possono emergere nel tempo.