Negli ultimi anni il latte è stato spesso al centro di discussioni e controversie alimentari. Sempre più persone scelgono di ridurne il consumo o di eliminarlo completamente dalla propria dieta, influenzate da mode alimentari, informazioni poco corrette o dal crescente successo delle bevande vegetali. Eppure, dal punto di vista nutrizionale, latte e yogurt continuano a rappresentare alimenti preziosi all’interno di un’alimentazione equilibrata, tanto che tutte le principali linee guida internazionali ne raccomandano un consumo quotidiano.

Ne ha parlato la dottoressa Serena Manzocco, dietista di Humanitas Cellini in una intervista alla redazione web de Il Cucchiaio d’Argento – Cucchiaio.it

I dati: sempre più italiani (soprattutto tra bambini e ragazzi) ne hanno ridotto o eliminato il consumo

Secondo i dati degli ultimi anni diffusi dal Ministero della Salute, il consumo di latte e yogurt in Italia è in costante diminuzione, soprattutto tra bambini e ragazzi. Tra il 1998 e il 2020 il consumo di latte a colazione è passato dal 56,6% al 45,6%, con un calo particolarmente marcato nei bambini tra i 3 e i 10 anni.

Si tratta di un dato che preoccupa gli esperti, perché latte e yogurt svolgono un ruolo importante nell’apporto di nutrienti essenziali: sono una fonte naturale di proteine ad alto valore biologico, calcio, fosforo e vitamine del gruppo B, sostanze fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo in tutte le fasi della vita.

Il calcio contenuto nel latte è poi altamente biodisponibile, cioè facilmente assorbibile e utilizzabile dal nostro organismo: questo è particolarmente importante durante l’infanzia e l’adolescenza, fasi in cui ossa e denti sono in pieno sviluppo. Anche negli adulti e negli anziani il consumo regolare di latte e derivati può contribuire al mantenimento della salute ossea e aiutare a ridurre il rischio di osteoporosi.

Tra gli alimenti più apprezzati c’è lo yogurt, considerato da molti più digeribile rispetto al latte. Oltre a fornire proteine e calcio, lo yogurt contiene fermenti lattici vivi che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale e contribuiscono al benessere digestivo. Anche altri derivati del latte, come kefir e ricotta, possono trovare spazio in una dieta sana, soprattutto se si scelgono prodotti semplici e con pochi zuccheri aggiunti.

Uno dei motivi che ha portato molte persone ad allontanarsi dal latte è la convinzione che possa causare infiammazione, aumento di peso o problemi digestivi: nella maggior parte dei casi queste affermazioni non trovano solide conferme scientifiche. Naturalmente esistono condizioni specifiche, come l’intolleranza al lattosio o le allergie alle proteine del latte, che richiedono attenzione e adattamenti alimentari mirati, ma non dimentichiamo che eliminare il latte senza una reale necessità clinica può portare a ridurre l’assunzione di nutrienti importanti.

Quali sono le alternative?

Per chi è intollerante al lattosio, esistono diverse alternative valide come il latte delattosato, ad esempio, che mantiene quasi inalterate le proprietà nutrizionali del latte tradizionale risultando più digeribile.

Anche le bevande vegetali possono rappresentare una scelta utile, purché arricchite con calcio e vitamine e inserite all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata.

Le linee guida italiane per una sana alimentazione elaborate dal CREA raccomandano il consumo quotidiano di latte o yogurt, suggerendo quantità adeguate alle diverse esigenze nutrizionali. Senza dimenticare che inserire questi alimenti nella prima colazione o negli spuntini può contribuire a migliorare l’equilibrio della dieta e a limitare il consumo di snack ricchi di zuccheri e grassi.

L’equilibrio vince sempre

Non esistono alimenti “miracolosi” o alimenti “nemici” da eliminare a priori. Ciò che conta davvero è l’equilibrio complessivo della dieta, la varietà delle scelte alimentari e la corretta frequenza di consumo. Imparare a inserire ogni alimento nelle giuste quantità, senza eccessi ma anche senza inutili demonizzazioni, rappresenta il modo migliore per costruire un rapporto sano, consapevole e sostenibile con il cibo.