Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte nei Paesi occidentali. Per questo è importante conoscere l’insieme delle strategie di prevenzione che permettono di ridurre il rischio di sviluppare patologie come infarto, malattia coronarica o ictus.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Cosimo Tolardo, cardiologo di Humanitas Medical Care San Luca.

Cosa si intende per prevenzione cardiovascolare?

La prevenzione cardiovascolare si basa sulla valutazione del rischio cardiovascolare individuale, cioè sulla probabilità che una persona sviluppi un evento cardiaco (infarto) o cerebrovascolare (ictus) nei successivi anni.

Per stimare il rischio, il cardiologo utilizza strumenti scientificamente validati (scale SCORE2 e SCORE2-OP), che permettono di classificare il rischio cardiovascolare tenendo conto di alcuni parametri fondamentali:

  • età
  • sesso
  • abitudine al fumo
  • valori di pressione arteriosa
  • livelli di colesterolo non HDL.

Sulla base di questi dati, il cardiologo è in grado di identificare le categorie di rischio individuali, che vanno dal rischio basso fino al rischio molto alto o estremo. Quest’ultimo riguarda, ad esempio, persone che hanno già avuto eventi cardiovascolari ripetuti, come infarti o ictus. Sulla base della valutazione del rischio è possibile impostare una prevenzione personalizzata, con indicazioni specifiche per ridurre il rischio futuro.

Prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria

Quando si parla di prevenzione cardiovascolare è importante distinguere tra prevenzione primaria e secondaria.

La prevenzione primaria riguarda le persone che non hanno ancora sviluppato malattie cardiovascolari. L’obiettivo è intervenire precocemente sui fattori di rischio per evitare che la patologia si manifesti.

La prevenzione secondaria, invece, riguarda i pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare, come un infarto. In questi casi la gestione è più intensiva e prevede quasi sempre una terapia farmacologica con obiettivi molto precisi, ad esempio per il controllo del colesterolo o della pressione arteriosa.

Quali fattori aumentano il rischio cardiovascolare?

Tra i principali fattori di rischio cardiovascolare ci sono:

  • fumo di sigaretta
  • ipertensione arteriosa (valori di pressione sistolica intorno ai 140 mmHg possono aumentare il profilo di rischio peraltro già presente anche a valori più bassi 130 mmHg)
  • colesterolo elevato
  • diabete
  • sedentarietà.

Esistono però anche condizioni che possono amplificare ulteriormente il rischio, come insufficienza renale, anche moderata, sindrome cardiometabolica, disturbi del sonno e alcune condizioni psichiatriche.

Negli ultimi anni è emerso inoltre che il colesterolo non è solo un fattore di rischio ma un elemento direttamente coinvolto nello sviluppo dell’aterosclerosi, il processo che porta alla formazione di placche nelle arterie e coronaropatia.

Quando iniziare la prevenzione cardiologica?

Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata sempre più verso la prevenzione precoce (la prevenzione primaria). In generale è consigliabile iniziare a controllare i principali fattori di rischio tra i 30 e i 40 anni, soprattutto se esiste una familiarità per malattie cardiovascolari.

Intervenire in anticipo è importante perché l’aterosclerosi è un processo che progredisce lentamente nel tempo. Tuttavia, ridurre i fattori di rischio già in età adulta permette di diminuire in modo significativo la probabilità di eventi cardiovascolari negli anni successivi.

Va ricordato che prevenzione non significa eliminare completamente il rischio, ma ridurlo in modo significativo.

Consigli di prevenzione cardiovascolare

Uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare è lo stile di vita. Le raccomandazioni principali riguardano:

  • smettere di fumare o evitare di iniziare
  • seguire una dieta equilibrata, preferibilmente di tipo mediterraneo
  • limitare i cibi ultra-processati
  • mantenere un livello adeguato di attività fisica. Secondo le linee guida generali sono raccomandati 45 minuti di attività aerobica regolare, come camminare a passo sostenuto per cinque giorni alla settimana. Nei soggetti più giovani e senza problemi di salute può essere indicata anche un’attività più intensa, come la corsa o altri sport aerobici.

L’obiettivo è evitare la sedentarietà e mantenere abitudini salutari lungo tutto l’arco della vita.