La sindrome del tunnel carpale è una delle neuropatie più frequenti della mano e del polso, causata dalla compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, uno stretto passaggio anatomico situato nel polso. Accanto ai trattamenti conservativi e chirurgici, l’idrodissezione del nervo mediano è una tecnica mininvasiva ecoguidata che può costituire, in casi selezionati, un’alternativa alla chirurgia.
Ne parliamo con il dottor Riccardo Remo Milocco, fisiatra di Humanitas Medical Care Lingotto e Humanitas Cellini.
Cos’è l’idrodissezione del nervo mediano?
L’idrodissezione è una procedura mini-invasiva che consiste nell’iniettare un liquido (soluzione fisiologica) intorno al nervo mediano, sotto guida ecografica, con l’obiettivo di separare il nervo dai tessuti circostanti che lo comprimono a causa dell’infiammazione.
Il termine idrodissezione deriva dall’azione meccanica del liquido, che crea uno spazio attorno al nervo, consentendo di:
- ridurre la compressione
- migliorare lo scorrimento del nervo all’interno del tunnel carpale
- diminuire dolore e formicolii.
Quando è indicata l’idrodissezione?
L’idrodissezione può essere indicata in caso di sindrome del tunnel carpale lieve o moderata, soprattutto quando i sintomi persistono nonostante terapie conservative come tutori, fisioterapia o farmaci antinfiammatori.
La procedura può rappresentare anche un’opzione per chi desidera evitare o posticipare l’intervento chirurgico, ma non è sempre una alternativa. Nei casi avanzati di sindrome del tunnel carpale, soprattutto quando è presente un importante danno del nervo o una perdita significativa di forza e sensibilità, la chirurgia resta il trattamento ad oggi più indicato.
L’idrodissezione rappresenta però una possibile alternativa mini-invasiva in pazienti selezionati, o un’opzione terapeutica nelle fasi iniziali e moderate della patologia.
La valutazione dell’indicazione, però, deve sempre essere effettuata dallo specialista attraverso visita medica, esame ecografico ed eventuale elettromiografia.
Come si svolge la procedura?
Il trattamento di idrodissezione viene effettuato in ambulatorio chirurgico, con il paziente sdraiato o seduto, mantenendo il polso in posizione adeguata per consentire la visualizzazione ecografica del tunnel carpale.
Dopo aver identificato ecograficamente il nervo mediano, il medico introduce un ago sottile e inietta lentamente la soluzione intorno al nervo. Il liquido separa progressivamente il nervo dai tessuti circostanti, riducendo la pressione locale.
La guida ecografica è fondamentale perché permette di:
- visualizzare direttamente il nervo mediano
- evitare strutture vascolari e tendinee
- controllare la diffusione del liquido
- rendere la procedura più precisa e sicura.
La procedura è in genere ben tollerata, dura pochi minuti e non richiede nessun tipo di anestesia. Durante il trattamento si può percepire una lieve pressione o fastidio transitorio al passaggio del liquido intorno al nervo.
Dopo l’intervento:
- non sono necessari punti: il medico applica un cerotto sul punto di entrata dell’ago. È possibile rimuovere il cerotto in qualche ora
- non è necessario restare in ospedale
- è possibile riprendere le proprie attività quotidiane in breve tempo.
La procedura di idrodissezione è ripetibile in caso i sintomi si ripresentino, e non ha controindicazioni specifiche.